Come si va avanti?

Come si ricomincia a vivere dopo 10 o 20 anni di tossicodipendenza? Come si fa a continuare a resistere rimanendo sulla “buona strada”? Come si spengono le “voglie”? Come si va avanti?
Queste sono le domande più frequenti. Non posso dare una risposta universale perché non esiste una ricetta valida per tutti. Posso solo parlarvi della mia esperienza personale, sperando che, in qualche modo, questa sia di aiuto a qualcuno.
La fase successiva all’astinenza totale (da eroina, metadone e farmaci in generale) per me si è divisa in tre fasi.
-Fase numero uno:
Il primissimo periodo che segue l’astinenza si può chiamare “periodo della pazienza”, non fare niente, non cambiare in alcun modo la tua situazione. In questo momento devi essere calmo e riflessivo. Comincerai a notare varie cose della tua vita che non vanno, ti sentirai indebolito, indietro rispetto agli altri, ti parrà di non essere riuscito a combinare nulla di buono (e probabilmente è cosi) ma aspetta, attendi il momento giusto per agire, concentrati solo su ciò che ti fa stare bene e rifletti. Non è il momento adatto per comportarsi in modo impulsivo. Devi essere sicuro di ciò che vuoi davvero e di come intendi modificare la tua esistenza. Concentrati solo su te stesso, sii egoista. Se hai un qualcosa che ti fa stare bene (musica, palestra, amici) buttatici a capofitto. Non pensare agli altri, segui la tua strada e scopri chi sei e cosa sei in grado di fare. Gradualmente ti renderai conto che la persona che credevi di essere è cambiata e tu, non te ne sei accorto, perché eri troppo impegnato a curare la tua voglia di farti per pensare a te stesso. Riscopriti ma senza modificare i fattori esterni. Non sai ancora cosa vuoi e rischi di ritrovarti in situazioni di cui poi ti pentiresti. Resta calmo e comincia a farti domande su che tipo di persona vuoi diventare. Ti viene data la possibilità di ricominciare da zero, non buttarla per la fretta di inseguire gli altri. Capisco che ti sembrerà di essere rimasto indietro e vorrai in ogni modo recuperare il tempo perso ma porta pazienza, ogni cosa ha il suo momento. Ricorda: tu hai vissuto cose che in tanti non possono nemmeno immaginare. Tu stai riuscendo in una battaglia che in pochissimi hanno vinto davvero. Fai passare qualche mese e poi preparati alla
-Fase numero due:
Comincia a staccarti dalla tua vecchia vita. Allontanati gradualmente dalle vecchie abitudini, fai i primi cambiamenti, dovresti aver cominciato a capire cosa vuoi anche se in testa hai ancora una gran confusione. Riallaccia i rapporti con amici che non vedi da tanto, ravvicinati ai tuoi genitori, se necessario fai il primo grande salto per scrollarti di dosso le catene che senti più pesanti. Divertiti ma prova a cominciare a condurre una vita più regolare, più sana, senza esagerare, inizia a capovolgere il tuo io. Se non hai un lavoro cercati qualcosa che ti piaccia o che ti serva per uno scopo più grande. Alcuni Sert aiutano facendo delle Convenzioni lavoro ai tossicodipendenti in via di guarigione. Prova ad informarti. Potrebbe essere un modo per ricominciare, lentamente, ad avere una vita al di fuori di tante situazioni che ti riportano solo a brutti ricordi. Fatti nuovi amici. Se hai un compagno che ti ha stancato con i suoi comportamenti malsani, lascialo, a costo di tornare a stare in casa con i tuoi genitori. Ricorda che alla base della guarigione ci deve essere sempre un po di sano egoismo. Non si vive per gli altri soprattutto se gli altri contribuiscono solo al nostro malessere. Dopo poco tempo dall’inizio della fase due ti accorgerai di essere passato (quasi senza rendertene conto) alla
-Fase numero tre: “La Corsa”.
Ora cominci a capire e soprattutto ricominci a sognare. Ti stai cominciando a conoscere e lentamente ti stai rendendo conto di riuscire a fare cose che solo un annetto prima non ti saresti neanche immaginato di poter fare. Adesso corri! Fai tutto ciò che vuoi e puoi. Io lavoro part time, mi sono iscritta all’università, continuo a praticare judo e in più riesco anche a trovare il tempo per la mia famiglia. Riempiti le giornate e guarda al futuro. La vita è maledettamente lunga e non si può passarla tutta a soffrire, se non si costruisce qualcosa oggi ci si ritrova con un pugno di mosche in mano domani. Trova qualche corso che ti possa essere utile per il tuo futuro, impara una nuova lingua, qualsiasi cosa purché ti piaccia. Ricorda che tu, ora, hai la possibilità di scegliere. Buttati nella mischia, senza guardare in faccia nessuno. Non farti incatenare da pensieri negativi o da problemi che ti sembrano insormontabili. Comincia da una parte e impegnati al massimo, dai tutto te stesso a te stesso. Piano piano ti renderai conto che molte cose si sistemano da sole e che le tue preoccupazioni e le tue paure erano il vero nemico da sconfiggere. Il tuo pensiero fisso deve essere solo il “voler stare bene” ad ogni costo. Creati dei bei ricordi che vadano a rimpiazzare tutta la merda che ti sei dovuto ingoiare negli anni bui. Fai in modo di essere fiero di te stesso.
Non guardare indietro se non per compiacerti della persona forte che sei diventato.

Brevi e Semplici Consigli per Togliersi il Metadone (a secco)

Scrivo questo articolo per tutti quelli che, come me,  non si fanno da anni ma che purtroppo a causa dell’inefficienza dei nostri Sert si sono ritrovati in terapia a mantenimento di Metadone. Questo articolo non vuole essere una verità assoluta, ognuno ha il suo calo (astinenza) e per ognuno è diverso. Lo scopo di ciò che riporto è solo quello di condividere la mia esperienza e nell’eventualità dare una spinta motivazionale a tutti coloro che si sentono di voler essere completamente liberi da inutili dipendenze farmacologiche. 

Premetto che io ho iniziato a prendere il Metadone quando ero ancora tossicodipendente, ho iniziato a 60cc di farmaco tutte le sante mattine. Ho continuato ad assumere tale quantitativo per diversi anni (almeno 7), poi, quando ho definitivamente smesso di farmi ho iniziato uno scalaggio controllato dai medici del Sert. Si tratta di scalare almeno 10cc al mese per i primi due o tre mesi, poi sempre 10cc ma ogni 15 giorni. Infine, una volta arrivati a 10cc si scala di 5 e si resta a mantenimento a 5 per un periodo che è soggettivo e che per alcuni è incredibilmente lungo (esistono persone che restano a 5cc anche per tutta la vita senza mai fare il grande passo e toglierselo definitivamente). Se durante il periodo dello scalaggio si avvertono dolori, malesseri o strane turbe psicologiche (e qui chi è del “mestiere” capisce cosa intendo) ci si deve fermare e continuare a prendere lo stesso quantitativo un po più a lungo per permettere al corpo di adeguarsi e stabilizzarsi.

Una volta arrivati a 5cc scatta il panico. Anche per me è stato così. Il mio primo pensiero è stato il fatto che da dieci anni non ero libera, da dieci lunghi anni io mi ero iniettata, bevuta o fumata qualcosa anche solo per alzarmi dal letto. Ti guardi intorno e vedi tante tue conoscenze che si ritrovano a mantenimento da Metadone o da Subotex da anni e la paura ti attanaglia lo stomaco come una morsa. Pensi di non farcela e già ti immagini a mantenimento per anni e anni senza riuscire mai a venirne fuori davvero. 

Prima regola fondamentale se lo vuoi davvero la paura NON DEVE fermarti: sei già riuscito a smettere di farti, ce la puoi fare anche questa volta. Come ogni ex tossico che si rispetti avrai sicuramente in curriculum una bella dose di arresti, furti, scippi, rapine, spaccio e chi più ne ha più ne metta. Non ti attaccare al tuo passato ma ricordalo. Ricorda che non vuoi tornare per strada ma che adesso vuoi essere libero; ricorda l’adrenalina e usala anche stavolta per caricarti; caricati come un Navy seals prima di una missione e butta fuori l’aria; ripetiti in testa continuamente “io ce la posso fare” anzi “io ce la faccio, baciatemi il culo stronzi”. Lo devi volere con tutte le tue forze, pensa a tutti i motivi che ti hanno spinto a smettere e renditi conto che non avrai smesso completamente finché non sarai del tutto pulito. 

Decidi una settimana (se è possibile meglio due), prenditi le ferie da lavoro e avvisa tutti che in quei sette giorni sarai irreperibile. Io ho preferito non dire a nessuno cosa dovevo fare, nemmeno a chi vive con me per non darmi stress nell’eventualità che non ce l’avessi fatta. Questo però è soggettivo. Io sono una persona emotiva e sento molto il giudizio degli altri, soprattutto delle persone a cui voglio bene quindi per me è stato ottimale fare da sola senza aiuti esterni ma ognuno è fatto a modo suo e c’è chi preferisce avere un po di “tifo”. Quindi fai un po come vuoi, mi sento comunque in dovere di consigliare di ridurre lo stress al minimo, quello che stai per fare è già abbastanza pesante di suo senza il bisogno di mettere nel mezzo genitori, coniugi, amici e cugini che rompono i coglioni (scusate il francesismo).

Come tutti i pazienti in terapia a mantenimento dovresti avere l’affidamento del farmaco quindi non hai l’obbligo di andare tutte le mattine al Sert, nell’eventualità che tu non ce l’abbia fatti dare l’affidamento per una settimana e una volta tornato a casa chiudi il metadone affidato in un armadio o comunque in un posto dove non ti capiti MAI di vederlo o ritrovartelo davanti. Tienilo comunque in casa o nelle vicinanze in modo che la tua psiche sappia che se non ce la fai lo puoi sempre prendere. Questo, spesso è sconsigliato dagli operatori dei Sert o da coloro che lavorano nell’ambiente (senza mai averci veramente messo piede) perché si ritiene il tossico una persona completamente priva di volontà e di forza propria. Bene io credo che non sia così. Perlomeno non per tutti. Io sono la prova vivente che la volontà è il motore più forte del mondo e che negli ex tossici è più forte che mai.

Ora il grande passo, svegliati la mattina e non prendere il Metadone. Tu sai che è lì dove l’hai rinchiuso e la prima mattina devi combattere soprattutto contro il bisogno psicologico di prenderlo. Sì, perché sappi che il vero “calo” nel metadone cloridrato inizia il secondo giorno, perché, per quanto poco tu prenda, il primo giorno hai ancora in circolo il farmaco della mattina prima. Se senti dolori e malesseri sono solo psicologici. L’abitudine è ciò che rovina il tossico. L’abitudine è ciò che ti spinge a rifare ogni giorno ciò che hai fatto il giorno prima, altrimenti il tuo fisico comincia a manifestare malessere.

Adesso comincia a contare, conta le ore. Come ai Narcotici Anonimi ti hanno insegnato a contare i giorni (non mentire tutti sappiamo di cosa stiamo parlando e tutti abbiamo desiderato un bell’applauso). Se per esempio ti sei svegliato alle dieci (non mettere la sveglia, il primo giorno dormi finché puoi, più tardi ti alzi e meglio è) poniti come obbiettivo di arrivare almeno fino all’ora di pranzo, verso le una. La tecnica è sempre la stessa, poniti piccoli limiti e piano piano superali. Una volta arrivato alle una mangia quello che ti va e non toccare quelle boccette malefiche, pensa di arrivare fino a sera; la sera fino a notte; la notte fino a mattina e così via.

Consiglio: non stare a letto a non fare un cazzo, la prima notte si balla, cioè comincia a farsi sentire il calo serio. Cerca durante il giorno di stancarti il più possibile, fai le faccende di casa, gira intorno al tavolo di cucina, mettiti a fare flessioni e piegamenti, fai quello che ti pare ma fermati solo per pochi minuti, giusto per riprenderti. se la sera arrivi a letto stanco le smanie si fanno sentire un po più tardi e forse riesci a dormire un oretta o due.

Come ho già detto la prima notte si comincia a stare male serio. partono le smanie cioè quella maledetta sensazione, dovuta agli spasmi muscolari, che non ti permette di stare comodo in nessuna posizione e che ti porta a smanacciare e scalciare come un mulo imbestialito. Cominci ad avere i sudori freddi (nostri cari amici) e dentro di te devi solo continuare a ripeterti “ce la devo fare”. Pensa alla vita di merda di uno che non ce l’ha fatta (tanto ne conosci sicuramente più di uno) e ricordati del tuo amor proprio. Attaccati a ciò che ti piace della tua vita, a ciò che ami. Pensa a tutto quello che potrai fare una volta pulito (se pratichi uno sport o se ami viaggiare ricorda che le gare con il metadone non le puoi fare e che a giro per il mondo con 30 boccette di farmaco stupefacente non è consigliabile andare) e a come ti sentirai forte una volta finito il supplizio. 

I giorni peggiori sono il secondo e il terzo. Consiglio: Tisane depurative e docce bollenti a gogo. Fanne anche due o tre al giorno, sbattiti il cazzo della bolletta dell’acqua, ci penserai una volta finito tutto. La doccia calda è un toccasana, soprattutto la mattina e la sera prima di provare a dormire. I momenti peggiori in tutte le giornate saranno sempre la mattina; soprattutto per il calo psicologico e la notte perché starai nel letto a rigirarti come un deficiente pensando a quanto devi patire. Non riesci a vedere film tanto sei talmente svarionato che non ce la fai a seguirlo. se proprio non ce la fai più alzati e fatti una passeggiatina in notturna a giro per la casa. NON PRENDERE FARMACI PER DORMIRE TIPO BENZODIAZEPINE!!!! Passi da una dipendenza ad un altra. Al massimo prendi qualche rilassante muscolare tipo Muscoril, per le smanie, anche se nell’effettivo prima del quarto giorno ti fa veramente poco.   

Ricorda che se superi il secondo giorno sei a cavallo, se superi il terzo hai quasi finito. Stringi i denti e continua a ripeterti dentro di te che ce la puoi fare, caricati, e se proprio devi piangi pure, tanto nessuno ti vede, hai degli sbalzi di umore pazzeschi e ti commuovi anche a vedere la pubblicità di Calzedonia quindi tranquillo, l’ha fatto a tutti. 

Quarto giorno, speri che il calo fisico sia improvvisamente sparito ma non è così, stai quasi come il terzo ma in più cominci ad essere stanco e a cedere. So che ho detto che i giorni peggio sono il secondo e il terzo ma… ti serviva di pensare che saresti stato meglio. Il quarto è un incubo! Ti rendi conto di avere un po meno dolori ma la tua testa comincia a pensare “e mò basta!”. Ricorda che i dolori dell’astinenza da metadone sono NIENTE rispetto ai dolori veri cioè l’astinenza da roba. Devi guardarti indietro ancora una volta e pensare che ci sei! Sei vicino al traguardo. Devi essere convinto a non voler tornare indietro per nulla al mondo, guarda avanti. La mattina, come ho già detto è il momento peggiore, il pomeriggio cominci a stare leggermente meglio. Continua a muoverti anche se so bene che sei stanco e non ce la fai più. Se ti sdrai sul letto mettiti a guardare in tv qualche cazzata tipo Griffin o comunque roba che ti fa pensare poco ma ti distrae. Ricorda le docce calde stacci tutto il tempo che ti serve. Chiudi le porte e le finestre del bagno e cerca di fare un effetto sauna per quanto possibile (se hai una sauna in casa ancora meglio ma sono in pochi ad averla). La notte non dormirai, di nuovo, ti sentirai stanco e stremato però forse, verso mattina il tuo fisico cederà il posto al sonno e riuscirai a dormire un paio d’ore. Ti sembrerà un miracolo. 

Il quinto giorno i dolori sono diminuiti notevolmente o, se sei fortunato e hai un metabolismo da toro, anche spariti. Il problema del quinto giorno è che ti sentirai come reduce da un pestaggio. Acciacchi dappertutto, stanchezza infinita, sbatterai il proverbiale mignolo del piede contro tutte le porte e i mobili di casa perché il tuo corpo ti sembrerà pesante, scomodo e non risponderà a nessuno dei tuoi comandi. In poche parole ti sentirai come appena uscito dalla Diaz la fatidica notte del G8, e sarai uno di quelli che le ha prese di brutto. Ti sentirai disorientato e con la vista appannata ma SORPRESA ci sei riuscito! Ora è una strada in discesa. I dolori non ci sono più, continuerai solo ad avere un po di problemi a dormire e qualche leggera smania che puoi evitare con un Muscoril prima di andare a letto (adesso funziona). Le ore di sonno non torneranno tutte insieme ma ricominceranno piano piano. Nel giro di altri quattro o cinque giorni ricomincerai a dormire come un angioletto e in più con la soddisfazione di essere finalmente una persona libera. Consiglio di prendere una pasticca di Melatonina prima di andare a letto, è roba naturale e aiuta a riprendere la regolarità del sonno. 

Importante: questo mio scritto tratta soprattutto del calo dal punto di vista fisico che si presenta nella settimana successiva all’interruzione del mantenimento a Metadone, c’è da dire che una forma di “calo psicologico” continua a manifestarsi anche per alcuni mesi dopo aver interrotto il farmaco. Spero, però, che chiunque abbia avuto una volontà così forte da riuscire a togliersi il metadone a secco non ricada negli squallidi tranelli della mente del tossicodipendente e continui verso la sua brillante strada di miglioramento e serenità.

Sperando di essere stata utile a qualcuno

Aisha Kannon 

 

Sert

“Che cazzo, siamo in ritardo!”

“no, ce la facciamo, c’è sempre la fila, e poi ci sono i grulli  che rompono i coglioni e si mettono a ragionare con le infermiere quindi chiudono sempre dieci minuti dopo”

Non ho voglia di parlare stamani, chiudo il discorso ritardo superando una macchina ferma in doppia fila che ingombra completamente la corsia destra della strada. Corro veloce, siamo in ritardo al Sert. Non sto bene. Non ho ancora preso il Metadone e quindi non si può dire che sia ancora completamente sveglia.

Quando prendi il Meta non stai bene la mattina, certo non ti svegli in calo marcio come quando ti fai ma hai comunque dolori forti e un effetto placebo pazzesco, significa che stai male finché non lo prendi anche se non hai un cazzo. é una cosa di testa.

“Devo anche pisciare, cazzo”

“M-m”

Non ho voglia di parlare, ho la bocca completamente asciutta e anche io ho la vescica che mi scoppia, però non mi lamento. Quando sai che devi lasciare anche le urine per le analisi ti svegli e non vai in bagno, altrimenti quando arrivi non riesci a pisciare perché è praticamente impossibile farla, quando non ti scappa, con un cazzo di infermiere che ti guarda fisso.

Una volta arrivati scendiamo di macchina senza dire una parola, come sempre c’è la fila davanti all’entrata della somministrazione. La somministrazione è, guarda caso, l’ambulatorio dove Somministrano i farmaci. La stragrande maggioranza dei tossici prende il Metadone, in alternativa c’è anche diversi pazienti che prendono il Subotex, infine ci sono tutti gli altri, quelli dei “farmaci strani” cioè psicofarmaci, alcover e cazzi e mazzi.

Davanti al Sert c’è sempre un gran via vai e il morale è sempre pseudo allegro. tra di noi ci salutiamo, parliamo, ci prendiamo per il culo, insomma cerchiamo di dimenticare certi problemi, li condividiamo. Sono quelle situazioni strane dove metti insieme più persona che hanno un sacco di casini e che sanno che è meglio farci una risata sopra perché quello accanto a te ha sicuramente più rogne di te. Certe volte resti a parlare, se ne hai voglia, e certe volte saluti e basta e te ne vai. Dipende dall’umore, dalle mattinate e da chi c’è. Questo vale per tutti.

Io è parecchio che sono pulita, significa che non mi faccio da tanto, due anni almeno, sto scalando il Meta e confido di smettere di prenderlo a breve, ho un po ripreso in mano la mia vita e sto bene. Tra non molto potrò finalmente venire in questo posto solo per lasciare le analisi. quelle continui a lasciarle ancora per diverso tempo, soprattutto se hai figli e un ordinanza del tribunale per ottenere l’affidamento completo senza servizi sociali di mezzo. Una menata assurda! Non mi fermo spesso a parlare con gli altri ragazzi perché non mi piace sbattere in faccia alla gente il fatto di stare bene, molti non si fermano nei periodi in cui non si fanno (sì, è così, per la maggior parte sono solo “periodi”) perché hanno paura di andare a rifarsi dopo essere stati anche solo cinque minuti lì davanti a sentire certi discorsi. Io no! Non mi da noia ascoltare persone che descrivono la loro ultima pera con della “coca spaziale” o il loro ultimo fuori vena. Non resto perché certe volte sento di non avere più nulla da raccontare. Per lo meno nulla che possano ritenere interessante. Mi fermo solo quando sono in buona, quando è successo qualcosa che voglio sapere, quando è morto qualcuno o è stato arrestato un altro, e quando ci sono quelli con cui ho un rapporto di amicizia.

Mentre sono dentro l’ambulatorio sento entrare uno dei medici dalla porta alle mie spalle. si mette a parlare con l’infermiera come se io manco fossi lì.

“Mi hanno chiamato da Sollicciano (n.d.a: carcere di Firenze), una nostra paziente è lì”. Dice questa frase ma poi si ferma, si gira, mi guarda come se non mi avesse visto prima e tronca il discorso. L’infermiera fa un cenno della testa come dire “se ne parla dopo”. Il medico torna nel suo studio. io sorrido, mi muovo a fare tutte le mie cose, faccio un vocio al mio compagno che nel frattempo è entrato nel bagno dopo di me e gli dico che lo aspetto fuori. Esco e mi dirigo velocemente verso il gruppetto di persone che stanno parlottando lì fuori. Sono fortunata, stamani c’è Brick.

Brick è il front man del nostro Sert, uno dei personaggi più pittoreschi che abbia mai trovato nella mia vita. Un uomo, un perché! In poche parole un Mito! Brick è tossico da… beh credo da tutta la vita. Non si fa solo le pere è anche un alcolizzato cronico. La sua irreparabile addizione all’alcool è assodata dal suo fisico, Lui non è grasso, è gonfio. Inoltre è la “comare” del nostro Sert. Lui sa tutto di tutti. Sempre. Ma la cosa più bella di quest’uomo è che ride sempre, Ha i peggio problemi, vive come un barbone, è tossico, alcolizzato, fisicamente distrutto, ma ride ogni volta che ti vede. Inoltre fa le cose in un modo… che non riesci mai ad incazzarti davvero con lui perché… sembra che non abbia cattiveria dentro. Io credo che il suo disagio principale sia l’essersi reso conto di essere troppo buono, sembra che non conosca il male, eppure, con la vita che ha fatto, di male ne ha visto e commesso tanto ma… é capace di rubarti il portafoglio e poi dirti in modo candido e sincero che lo ha fatto solo perché stava male e minimo chiederti anche scusa, sinceramente. inoltre essendo un tossico è uno che spara tante cazzate, se la gira sempre, racconta continuamente bugie e si arrampica sugli specchi pur di negare, negare, negare ma i suoi occhi sono sempre sinceri. Sembra che non abbia ambizioni a vivere ma è sempre contento. Ha un cane che ama più di se stesso. Un cagnolino bellissimo. Un bastardino sempre allegro. Come il suo padrone. Un bambino mai cresciuto.

Insieme a Brick stamani ci sono altri ragazzi che conosco bene, saluto e come di prassi rispondo al “come stai?” che in tanti posti è una domanda retorica che viene fatta di prassi, per gentilezza, nessuno fa caso a cosa rispondi ma al Sert è una domanda particolare che implica tutta una serie di allusioni. La risposta che dai è, contrariamente al solito, ascoltata e valutata. A seconda del viso che fai, della parole che usi può essere interpretata in tanti modi diversi da chi ti sta davanti. Io come sempre rispondo un “bene” molto convinto, e faccio cenno di si con la testa.

Mi rendo subito conto che nessuno sa niente e allora parlo io

” Chi hanno arrestato stanotte?”

Nel frattempo è arrivato anche il mio uomo “perché? Che è successo?”

“Boh, non lo so lo diceva il dottore, hanno arrestato una “paziente””. dico l’ultima parola mimando la voce impostata del medico.

Parte una diatriba infinita su chi potrebbe essere la ragazza arrestata, un elenco di nomi, di situazioni. Poi Samu se ne esce con ” si va beh, ma sai quanti ne viene qui che non si conoscono, magari è qualcuno che non conosciamo”

Lo guardiamo e poi rispondo io “Si ne viene tanti, analisi per la patente, stronzate varie, ma quelli che fanno “casino” li conosciamo tutti”.

“ma non so, la …?”

“no, non spaccia mica, che cazzo a fatto, dio cristo, per essere a Sollicciano”

“non può essere lei, ieri sera era a postare roba su facebook, ma poi lavora, non va a rubare e non spaccia”

“la donna di …”

“si, potrebbe essere, loro ne fanno di casino”

“si ma non gli avrebbero arrestati tutti e due?”

“non sono sempre insieme, certe volte va a portarla lei da sola, magari l’hanno fermata”

“allora lo sapevano, gli sbirri dico, gli stavano dietro”

“eh ci può stare, magari avevano il telefono controllato e pensavano che ci fosse anche lui”

“beh allora peggio, gli sbirri se lo sono preso nel culo perché pensavano che fosse lui e lei ora è nei casini”

“sfava”

Dopo un ora avevamo elencato tutte le persone che conoscevamo, con tutti i vari motivi e le varie situazioni possibili ma continuavamo a non avere idea di chi potesse essere la tipa arrestata.

[continua…]

junkie

La vita di ciascuno è una scelta continua, fin da piccolo ti viene chiesto di scegliere. Cosa vuoi fare da grande, che tipo di persona vuoi diventare, che tipo di esperienze vuoi provare, tutto è una scelta. Da ragazzina  in genere scegli se diventare pediatra, avvocato, ballerina, provare con il teatro o la musica, io invece ho scelto le pere! L’ho scelto io, nella piena consapevolezza delle mie azioni!

Sono stata tossica per dieci anni e tutto è cominciato con una scelta, non sono ora qui a chiedermi se è stata giusta o sbagliata, a suo tempo sembrava… forte! Ho vissuto per strada, sono stata arrestata, sono stata ricoverata varie volte, ho insomma vissuto a pieno la mia tossicodipendenza. Oggi mi guardo indietro e penso che non sarei la donna che sono se non avessi questo passato, so che è pesante, certe macchie ti rimangono addosso in maniera indelebile, non puoi cancellarle, sono come un marchio a fuoco, una vistosa cicatrice a cui non vuoi pensare, che tutti vedono e chiedono come te la sei fatta ma della quale non vuoi dare spiegazioni. Io di cicatrici sulla mia pelle ne ho tante, sulle braccia, sulla gambe, non sono mai andate via, restano lì, continuamente a ricordarmi chi ero e soprattutto chi sono, sono una sopravvissuta, sono una persona forte, sono una donna che vuole vivere, sono una creatura che ha deciso di non avere più paura.

Ricordo che da piccola spesso avevo paura, nella notte, non riuscivo mai ad addormentarmi perchè la mia testa vagava, vagava nel nulla, cercavo risposte assurde a domande senza logica, ero terrorizzata, letteralmente, non tanto dalla morte, quella mi spaventava nè più nè meno che a qualsiasi altro essere umano, io temevo la “non vita”, temevo di rendermi conto un giorno di non avere vissuto abbastanza, temevo di rimpiangere esperienze non fatte, luoghi non visti, parole non dette, persone non conosciute, temevo la monotonia della vita. Dal male ho fatto peggio, farmi mi portava si a non pensare e quindi a riuscire finalmente a spegnere il mio cervello ma anche ad essere schiava di una sostanza e quindi ad una situazione di anomala routine. Tutta la tua giornata si basa solo ed esclusivamente sulla ricerca continua della sostanza stessa e di conseguenza di soldi, quindi non esci mai dal tuo giro di luoghi e di gente perchè il doverti bucare continuamente non ti permette di allontanarti. Poi è vero anche che all’interno della tua cerchia fai delle esperienze veramente al limite, furti, scippi, spaccio, entri in contatto con tutto il marcio che ti circonda e lo vivi.

Io in un certo senso sono stata una tossica un pò anomala, era come se sapessi da sempre che un giorno avrei smesso, che la mia vita non finiva li, che sarebbe continuata, le mie paure di ragazzina si sono trasformate nella mia forza. Io non posso morire in un angolo, io devo prima vedere, conoscere. devo provare anche altro, è per questo che sono riuscita a smettere, grazie alla mia innata curiosità, alla mia continua voglia di nuovo, alla mia ricerca di luoghi inesplorati. A un certo punto ho deciso di affrontare realmente le mie paure, ho deciso che avevo ancora tanto da vivere.